Milano omaggia Gianfranco Ferré: “La Camicia Bianca Secondo Me”

 

IMG_2513“Architetto della moda”, Gianfranco Ferré, ci lascia la sua creatività e la sua corroborante energia  palpabile e resa fruibile a chiunque voglia far visita alla spelndida Mostra allestita presso Palazzo Reale fino al 1 aprile.

Il percorso espositivo si apre addentrandoti nella suggestiva Sala delle Cariatidi.  Il buoio ti avvolge e una volta che arriverai li ti renderai subito conto del perchè viene definito “l’Architetto”: le istallazioni luminose su cui poggiano le camicie, vere e proprie opere di design, guidano il percorso nella storia di un incofondibile made in Italy. Le troverai esposte in ordine cronologico di nascita. I tessuti sono di ogni tipo: taffetà, organza, raso, tulle, stoffe di cotone e seta, merletti e ricami meccanici in un cerscendo di creatività ed equilibrio.

Pochi come lui hanno saputo cogliere le sfumature di una società in continua trasformazione, raccontando a noi questi cambiamenti, con delle creazioni che ad oggi rappresentano ancora  un insieme di fashion diktat senza tempo.

Bozzetti, redazionali, immagini pubblicitarie, provenienti dall’archivio della fondazione di Gianfranco Ferré, fanno da cornice lungo l’intera stanza, non bisogna per forza essere dell’ambiente per comprendere la genialità progettuale di Ferrè.

Questa armata di ventisette camicie  rappresenta un filo d’Arianna, che ripercorre tutta la sua carriera.  Dagli appunti di Ferré:

segno del mio stile…….punto di partenza per rileggere i canoni dell’eleganza …esercizio progettuale per comporre e ricomporre…

Tradizione e novità sono gli elementi da cui prende il via la storia della camicia bianca.  La tradizione è quella della camicia da uomo, elemento che ha fornito uno simolo incredibile al mio desiderio di inventare, alla mia propensione a rileggere i canoni dello stile, giocando tra progetto e fantasia, Questo processo di elaborazione rivela sempre un intervento ragionato sulle forme. Mai uguale a se stessa, eppure inconfondibile nella sua identità, la blusa candida sa essere leggerea e fluttuante, impeccabile e severa quando conserva il taglio maschile, sontuosa e avvolgente come una nuvola, aderente e strizzata come un body. È enfatizzata in alcune sue parti, il collo e i polsi innanzitutto, oppure intenzionalmente privata di altre: la schiena, le spalle, le maniche. Si gonfia e lievita con il movimento, quas in assenza di gravità. Svetta come una corolla incorniciando il viso. Scolpisce il corpo per trasformarsi in una seconda pelle. È la versatile interprete delle più svariate valenze materiche: organza impalpabile, taffetà croccante, raso lucente, duchesse, popeline di seta georgette, chiffon….Nel mio personale lessico dell’eleganza amo pensare che la mia camicia bianca sia ora un termine di uso universale che ognuno pronuncia come vuole

Il percorso si chiude con delle immagini di Luca Stoppini che pone l’accento sull’importanza del movimento aereo di queste creazioni.

 

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